"Taranta" e tarantismo

La tarantola (Lycosa Tarentula), è un ragno di notevoli dimensioni particolarmente aggressivo di colore grigio rossiccio, diffuso nell'Italia meridionale dove trova il clima caldo asciutto di cui ha bisogno, vive infatti sul terreno in zone assolate e con vegetazione erbacea ed arbustiva, dove costruisce il nido nel quale trascorre le calde ore diurne e tutto il periodo invernale. Facile quindi imbattersi in questo aracnide e subire di conseguenza dolorosi morsi o come si dice da noi "pizzecate", morsi tuttavia non letali per l'uomo ma solo fastidiosi a livello locale con gonfiore ed arrossamento. Presenza quindi molto diffusa di questo ragno nelle nostre campagne sino alla metà del secolo scorso popolate dai nostri contadini.

Dal 1700 circa si è diffusa la credenza popolare che il morso della taranta introducesse nel corpo della malcapitata (si trattava infatti nella maggior parte dei casi di donne), lo spirito del ragno e quindi portasse la poveretta a comportarsi proprio come il ragno stesso: agitazione continua e salti improvvisi (da qui un detto popolare verso chi è super attivo: "ma ce ta muzzecatu la taranta? Traduzione: chi ti ha morso la tarantola?), lunghi sonni, riso o pianto,  repulsione verso i colori nero ed azzurro.

Naturalmente si trattava di problemi di origine neurologica, ma la tradizione popolare ha mescolato il pagano al sacro, cosicchè si è identificato in San Paolo il santo che poteva liberare dal morso della "taranta",da qui Santu Paulu te le tarante, santo festeggiato assieme a San Pietro il 29 giugno a Galatina.  ....Un giorno si sentì pizzicare al ginocchio e si accorse di essere stata punta da un ragno. Anna nata nel 1898 in un paesino del salento meridionale sarà costretta per tutta la vita al pellegrinaggio a Galatina per la festa di san Paolo, pellegrinaggio preghiera e danza riparatrice che con l'aiuto del santo rende inefficace lo spirito della taranta..

In questo giorno a Galatina anni fa si vedevano donne probabilmente affette da turbe psichiche ballare in circolo ed improvvisamente lanciarsi contro chi indossava un'indumento scuro, mentre sulla scalinata della cattedrale di San Pietro e Paolo, donne affette da epilessia contorcersi a terra con movimenti simili al ragno! Intorno a questo fenomeno sono nate delle musiche e canzoni popolari le tipiche "pizzicate" con testi spesso in gryco dato che la grecìa salentina era la zona di maggiore diffusione del tarantismo. Con il passare degli anni, causa lo spopolamento delle campagne, ed il miglioramento socio-economico, questa antica credenza popolare è andata inesorabilmente scomparendo, oggi il giorno 29 giugno è solo la festa de S.S. Apostoli Pietro e Paolo per i credenti, e la fiera e le "giostre" per tutti gli altri. Ma lo spirito della taranta comunque resta vivo grazie appunto alle canzoni e alle musiche per cui è oggi conosciuto in tutto il mondo, grazie anche alla "Notte della taranta" importante manifestazione musicale  che attira a Melpignano piccolo centro grecanico nel cuore del Salento il 27 agosto, migliaia di turisti da tutta Italia ed anche dall'estero.La taranta noscia pizzica e pizzicherà sempre!