Gobetti comunista? Ma mi faccia il piacere!

Non mi avventurerò sui sentieri che molti protagonisti della cultura ufficiale italiana (la Kultura, appunto), percorrono con disinvoltura: le classificazioni degli intellettuali e/o delle etnie intellettuali o intellettualoidi non mi appassionano e mi paiono sterili, dominate da narcisismi di varia natura e non libere. Non mi avventurerò su quei sentieri perchè non li amo e mai li potrò amare. Orbene, io penso che Piero Gobetti sia "inintegrabile" e "scandalo", esattamente come diceva, di Pannella, Pasolini. Eppure, tanti, troppi, hanno tentato e tentano di recuperarlo utilitaristicamente e strumentalmente alla loro storia e alla loro tradizione: in ciò la Kultura della c.d. sinistra è stata ed è maestra, ma anche la Kultura della c.d. destra non sta a guardare.

L'officina della vita

Giovanni Sabato, biologo e divulgatore scientifico, lavora come giornalista con l'Agenzia Zadig, fa parte della redazione di "Tempo Medico" e collabora con vari giornali e riviste. Lo conosco a Ravenna, a margine di un incontro col pubblico per la presentazione del suo libro: L'officina della vita ("Cellule staminali, medicina rigenerativa, trapianti: come si ripara -e si riparera'- il corpo umano. Ed. Gli Elefanti Saggi. Prefazione di Roberto Satolli. 9 euro). E' un saggio che ha l'ambizione di cercare di fare il punto sulle cellule staminali, sia riguardo alle loro possibilita' terapeutiche, evitando allarmismi o aspettative irreali, sia con riferimento alle implicazioni etiche che lo sviluppo della ricerca in questo settore della medicina comporta.

“Vietare l’uso di queste cellule embrionali, è una cosa che può soltanto creare difficoltà e problemi”

Il 27 novembre scorso, a Modena, presso l’Accademia Nazionale di Scienza Lettere e Arti, il Prof. Umberto Torelli, Ordinario di Medicina Interna nella Universita' di Modena e Reggio Emilia, ha effettuato una “Seduta di Studio” sul tema “La Cellula Staminale: grandi problemi e rivoluzionarie prospettive della Medicina del XXI secolo”; Il Professor Torelli ha svolto tutta la sua carriera all’interno dell’Universita' di Modena.

11 settembre 2002, ore 14:51: un tavolo radicale a Bologna

Il "tavolo": otto radicali; tre bandiere USA molto grandi e belle; le bandiere del Partito della nonviolenza, della legalità e della democrazia; 150 volantini che spiegano il senso della nostra manifestazione; telecamere RAI; fotografo di Repubblica; una comitiva di turisti statunitensi che passa per la piazza: ci chiedono chi siamo, ci chiedono chi sono i radicali, si fermano a parlare con noi; orologio di piazza maggiore che alle 14:51 rintocca a morto, la piazza che si ferma... tutti i cittadini che passano restano immobili per 1 minuto... a pensare... un silenzio surreale... per la mente quelle immagini... quel dolore... quella rabbia; dopo i cittadini statunitensi con cui parlavamo, noi stessi, tutti pieni di forza e commozione...

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